Attività

E si riparte da qui


da Mary - Scibilliamo.it 28.08.2015

E si riparte da qui.
C’è chi lo fa da -999…chi riparte da zero…chi da +1…
A noi piace ripartire da 1070 mt di quota.
Dove l’aria è fina e nitida. Senza quella falsa nebbiolina della bassa pianura che confonde un po’ troppo.
Da quando ho fatto il passo, da “amante” a “professionista” (brutta parola) della Montagna, con un bel diploma incorniciato di Accompagnatore di Media Montagna (AMM come piace “siglare”) sotto l’ala protettrice, importante, forte e unica di Tiziano Cantalamessa, ho iniziato sperare di averci capito qualcosa su questo “lavoro”, che mi è stato insegnato e che avevo scelto.
La Montagna è autentica passione che si desidera raccontare.
E’ un amore talmente grande che non si può non rivelare.
Educare al Rispetto, al Silenzio, alla Natura è un sacro dovere, non un obbligo.
E’ sperare di cuore di riuscire a indicare un nuovo modo di guardare, dall’alto, con occhi diversi, lontano dal caos che ogni giorno schiaccia un sogno in più.
Purtroppo non siamo Santi né Eroi, non siamo i guardiani di una cappa sterile, non abbiamo energie inesauribili, cadiamo anche noi nello sconforto e siamo sempre lì a dubitare di noi stessi.
Come mi ha fatto capire un gentile signore, mentre guardavamo il Lago di Pilato a debita distanza per non calpestare le uova del Chirocefalo del Marchesoni, siamo semplicemente dei Romantici, che si illudono ancora che il Mondo ha qualcosa di sano da sentire, da provare a salvare insieme alle uova di un piccolo crostaceo.
Vorremmo, in compagnia delle storie fantastiche dei Monti, raccontare anche i nostri desideri, e attraverso la Bellezza dei Monti.
Non siamo migliori di altri, abbiamo solo scelto di essere “professionisti montanari”.
Ci piace pensare che accompagnare possa lasciare un segno di rispetto, più che soldi in tasca, e che magari qualcuno tornerà a camminare da solo, sulla delicata scia di ciò, che magari, abbiamo trasmesso.
Ramponi, chiodi, corde, mani callose sono solo la nostra forza, perché poi quando scendiamo dalle pareti e accompagniamo lungo i sentieri, dove la nostra professione ci consente, sappiamo che ogni scalata realizzata ci da qualcosa in più da restituire, che ci rende più responsabili nei confronti di chi si affida a noi.
E ancora nuovi racconti.
“Devi avere la conoscenza della montagna a 360°”
ripeteva allo sfinimento Tiziano.
“Devi andare a conoscere anche i luoghi dove non potrai accompagnare”
ben sapendo che con ciò non ci rendeva immuni dal rischio della morte.
Cosi oggi ho deciso di dedicare questa foto a una certa categoria di gente.
Agli insensibili.
A chi pretende di conoscerci ma così non è, e macina le nostre storie.
Alla gente senza cuore.
Ha chi ha l’animo più sterile di una provetta di laboratorio.
A chi pensa di trasformarci in numeri, a chi pensa che siamo schegge senza controllo o irrispettosi delle regole, a chi vuole attaccarci un’etichetta.
A chi approfitta dei momenti deboli, credendosi leoni su una preda più facile, mentre sono solo degli avvoltoi che mangiano il fantoccio di un corpo morto e privo d’anima.
A chi pensa che non siamo Natura, che essere una Guida è solo starsene con un binocolo a contare quei camosci che, ben saldi alle rocce, se ne strafregano altamente dei nostri minuscoli cervelli.
A chi pensa che un ruolo importante si traduca in fare multe al primo disgraziato che si ritrova fuori sentiero.
A chi si arma della spada fatta solo di numeri di decreti legge, ben pronti, poi, ad aggirarli se si traducono in qualcosa a loro personale svantaggio.
A chi spera di ucciderci con gli incomprensibili tempi morti e le attese infinite.
Chi si pompa e si gonfia come un rospo dietro ad una patacca o si copre dietro una nomina a capo supremo tanto da permettersi di puntarti il dito contro.
A chi sta appollaiato sopra un ramo ad aspettare che ti fai male.
A chi rode d’invidia perché magari, forse, un pochino sei anche bravo, pensando, ignorantemente, che essere Guida non richiede immensi sacrifici.
Cari Signori Controllori…non si diventa ricchi facendo le Guide.
Saremo sempre dei romantici squattrinati e morti di fame.
Di questo non abbiamo dubbi.
Siamo Guide.
Non siamo belli, né famosi…né importanti…né intelligenti…né più simpatici (yhea yhea)!
E non siamo il Male dei Monti.
Abbiamo i pantaloni strappati dai ramponi, le maglie puzzolenti, le pezze al culo, gli zaini con i buchi, ma continuiamo ad essere dei professionisti vivi e, speriamo, felici di stare dove abbiamo scelto, finché qualcosa di più grande e insuperabile, dal cielo, deciderà di portarci via.
Comunque, se cosi sarà, speriamo almeno con un bel sorriso stampato in faccia.
Maria Pia
(che ha tante cose fra i piedi, fra le quali anche un incorniciato e polveroso diploma AMM)